Photographs

17 agosto 2013 § 0 commenti § permalink

Photographs – 2006

 

Deleting files from an old hard disk I looked again at old pictures with new eyes.

And I encountered these faces staring inquiringly  from the past.

Elliott Erwitt

20 aprile 2013 § 0 commenti § permalink

E’ una stagione di mostre fotografiche a Torino. Dopo Gastel, Capa, Burri (e le due mostre al Forte di Bard: Wildlife Photographer of the Year e Yann Arthus-Bertrand) arriva la retrospettiva di Elliott Erwitt a Palazzo Madama.

Elliott Erwitt in Torino - Photo by Marco Destefanis

Elliott Erwitt

C’era Erwitt in persona a Torino, così ho deciso di andare a vedere, a sentire. Ci sono tantissime persone. Addetti ai lavori, fotoreporter che fanno giustamente il loro lavoro, qualche altro fotografo che come me è venuto a curiosare. E poi tanti e tanti ammiratori, una buona parte dei quali lo fotografano di continuo, tanto da farmi sentire in imbarazzo con la mia macchina fotografica.

Mille foto, pochissime domande durante la conferenza stampa (meno ancora quelle intelligenti). Queste dimostrazioni di fanatismo mi lasciano sempre un po’ perplesso, ancora di più se dall’altra parte dell’obiettivo non c’è una vera celebrity (un attore, una rockstar) ma un signore che avrebbe potuto passeggiare indisturbato per la città senza essere riconosciuto da nessuno.

 

Elliott Erwitt in Torino - Photo by Marco Destefanis

Notare il bastone con trombetta incorporata appoggiato al tavolo. Ecco, io gli avrei anche chiesto perché ha una trombetta portatile, ma non ho osato.

Mi spiace un po’ per il chiasso che monta intorno a questo signore di 85 anni. Mi secca che nessuno abbia fatto belle domande. Lui sorride.

La mostra resterà aperta tutta l’estate.

Gabriele Basilico

15 febbraio 2013 § 0 commenti § permalink

Gabriele Basilico (1944 – 2013)

“Un fotografo vede sempre più velocemente di una persona normale, o comunque vede dove quell’altra non vede. il problema è che deve decidere che non gli interessa, cioè deve lasciar perdere, cioè deve rinunciare. In questo c’è un po’ di zen nel senso che tu vedi tutto, sai, però dico <<va beh, devo fare questo, quella roba lì non mi interessa>>.”

“Io penso che viviamo anche un momento di iper-rappresentatività del mondo attraverso la fotografia in un modo eccessivo […] tant’è che io penso che il lavoro dei fotografi, degli autori, quelli che vogliono fare un lavoro etico e artistico […] sono quelli che vogliono usare la fotografia per disinquinare la visione, per fare in modo che chi guarda il mondo chi è completamente accecato e succube di una iper-rappresentazione del mondo […] utilizzando lo stesso strumento quindi non un altro, non si può scappare ma si può cercare di vivere o di ricominciare a vivere cercando di vedere meglio, di guardare meglio. Quindi il discorso non è guardare di più, è guardare in un modo diverso guardando le stesse cose che si vedevano prima.”

(citazioni tratte da questo breve video di backstage  http://vimeo.com/59665573)

Autoritratti e aggiornamenti.

12 maggio 2012 § 0 commenti § permalink

Vero, non aggiorno il blog da tempo immemorabile. D’altronde se uno vuole leggere di fotografia su internet di cose interessanti ne trova un sacco senza bisogno di cercarle qui. Per esempio questo post ospitato nel sempre ottimo blog di Toni Thorimbert. Che fra l’altro mi ha fatto tornare in mente un autoritratto che avevo realizzato qualche settimana fa.

Shadow self portrait

Tante foto fatte ultimamente. Forse anche troppe. Qualcuna ha trovato posto nelle nuove gallerie sul sito (Climbers e Carnevali). Qualcun altra non ha una destinazione immediata però dispiace tenerla chiusa in archivio. Ne metto due qui, scelte assolutamente a caso (è il mio blog, potrò pure pubblicare foto senza un motivo!)

French landscape

Antilope head

Tra le novità del momento (di qualche momento fa, a dire il vero, ma non tocca a me aggiornarvi sulle mode di internet) c’è Pinterest. Al di là delle immagini insignificanti che si trovano in prima pagina, scavando per bene si trovano veri tesori per chiunque si occupi di immagine. Quando mi ricordo “pinno” qualcosa anche io qui.

Il fotografo si chiama Bonatti

14 settembre 2011 § 0 commenti § permalink

Walter Bonatti (1930-2011)

Tanti anni fa andai a vedere una mostra di fotografia. Fu lì che conobbi Bonatti attraverso le sue foto. Come fotografo e viaggiatore dunque visto che l’alpinismo non era ancora entrato nei miei pensieri e ignoravo tutto delle scalate che gli avevano dato la fama.

All’epoca vagheggiavo di viaggi esotici e avevo cominciato a esplorare il mondo fuori dalle porte d’Europa. Ovviamente mi innamorai di quelle foto e di quello che raccontavano. Foto che celebravano un’epoca gloriosa del reportage di viaggio, un’epoca ormai finita.

Oggi ho cercato in rete ma non si trovano i suoi reportage per Epoca degli anni ’60-’70 (non sono abbastanza vecchio da averli visti in edicola). Leggendo i titoli sembra di avere a che fare con un fumetto di avventura: Carovana nella giungla, Trenta notti senza stelle, Senza fucile in mezzo ai leoni e così via.

Negli anni che hanno seguito quella mostra ho avuto modo di approfondire le imprese alpinistiche di Bonatti e ho comprato dei libri che raccontano cosa fosse il fotogiornalismo di Epoca (di Bonatti, De Biasi, Galligani).

Ma ricordo ancora l’emozione che mi diede una foto di quella mostra, in cui lui era accampato sotto le stelle da qualche parte in Patagonia davanti a un fuoco da campo su cui cuoceva un gigantesco trancio di carne.

Sigh

Melloblocco e fotografi

30 agosto 2011 § 0 commenti § permalink

Un paio di mie foto del Melloblocco pubblicate su Bergsteiger e su Alp.

Photo of Adam Ondra at Melloblocco 2011

Adam Ondra on Alp

Barbara Zangerl photo at Melloblocco 2011

Barbara Zangerl on Bergsteiger

E qualche altra foto qui sotto.

Melloblocco 2011 Bouldering hands

Brush and climb

Per chi non lo sapesse (in fondo questo è ancora un blog di fotografia, anche se ultimamente fotografo sempre più in montagna) il Melloblocco è un grande (beh, probabilmente il più grande) raduno di bouldering al mondo. E il bouldering è quella specialità dell’arrampicata che prevede di salire dei massi più o meno alti senza corde o altra attrezzatura tranne un apposito materassino che attutisca la caduta.

Adam Ondra on Neanderthal at Melloblocco 2011

Adam Ondra on Neanderthal

La foto di Adam Ondra (in breve per i non arrampicatori: il più forte dei forti) che ha scelto Alp mi piace: c’è un bel gioco di sguardi fra lui che sta provando uno dei passaggi più duri e la sua ragazza che lo para (il paratore è quella persona che aiuta l’arrampicatore a cadere sul materassino). E a rendere il contesto da sinistra spunta un fotografo che sta facendo un video con la reflex. Mi piace. In fondo, come ho detto, è un grande evento ed è molto seguito, per cui è inutile fare finta di aver fatto la foto da soli in uno sperduto boschetto di montagna.

Quello che non si vede in fotografia è che dietro e di fianco a me c’erano decine di altre persone che seguivano la scena, tra cui alcuni fotografi e tanti altri che facevano le foto. Se non vi è chiara la differenza provate a leggere qui (parentesi: da notare la differenza fra il tono del post di Benedusi e la seriosità di certi commenti).

Insomma, riguardando la foto mi sono accorto che tutte le manifestazioni pubbliche che ho fotografato ultimamente (per la cronaca una manifestazione sportiva, una folcloristica e una serie di concerti) pullulavano di “persone dotate di reflex”. La cosa non mi dispiace, né potrei o vorrei limitare il numero di fotografi presenti. Per il momento mi limito a notare che l’accoppiata reflex digitali a basso costo + social network sta pompando masse di nuovi fotografi nell’arena.

Il che ha sicuramente delle implicazioni sul mercato fotografico ma forse ancora più forti sulla realtà fotografata. Considerato che l’arrampicata non è uno sport abbastanza popolare da generare fenomeni di divismo, ho trovato dirompente la pressione del pubblico (fotografi, cacciatori d’autografi, etc.) sui personaggi più famosi (Ondra e Sharma). Per fortuna bastava uscire un po’ dal seminato per fotografare senza dover sgomitare.

Melloblocco 2011

Claudia Zangerl on Mellolista

Mi chiedo però, le foto che posso fare oggi presentandomi agli organizzatori, parlando con le persone, cercando un contatto personale, sono ancora possibili quando sei uno fra i troppi che arrivano, ti sbattono un obiettivo in faccia e poi vanno via?