Olympic Realities

20 dicembre 2015 § 1 commento § permalink

A couple of days ago I was positively surprised when a courier delivered me an unexpected package. (What is better than a gift? An unexpected gift)

Bruno Helbling - Olympic Realities

It was a copy of the book Olympic Realities by photographer Bruno Helbling. I helped Bruno when he was scouting people and locations for the Turin chapter of his book. To be honest my assistance was quite simple but I’m glad I could help and happy to see the book now where I’m included among the acknowledgements.

Acknowledgements Marco DestefanisWell done.

2000 euro

15 luglio 2014 § 0 commenti § permalink

Adesso so che effetto fa poter sfogliare un libro da 2000 euro.

Images à la sauvette - Henri Cartier-Bresson

Prima edizione di Images à la sauvette di Cartier-Bresson. Da una rapida ricerca in rete, copie di questo cimelio della fotografia si vendono fra 900 e 2000 euro. Lo metterò nella wish list dei regali di Natale.

Images à la sauvette - Henri Cartier-Bresson

Mi ha impressionato la qualità di stampa che mi ha permesso di apprezzare foto che solitamente guardavo con distrazione (anche perché viste e riviste), niente a che vedere con le riproduzioni delle foto che si trovano in rete.

Cosa fotografare in Giappone?

3 febbraio 2011 § 2 commenti § permalink

Michael Wolf - Tokyo compression

Michael WolfTokyo compression

Lo spunto per la stesura di questo post è stato la lettura de Il paese più stupido del mondo di Claudio Giunta, un libro sul Giappone dal titolo piuttosto infelice. Non è un pamphlet contro il Giappone e neanche un libro di viaggio sul Giappone, per lo meno non solo. E’ piuttosto una riflessione (su paesi diversi, culture clash e stereotipi) che un visitatore istruito si trova a fare a proposito dei propri pensieri su un paese tanto diverso dal proprio.

Leggendo delle cose che tutti sanno sul Giappone prima ancora di esserci andati (se ci siete già stati sostituite *Giappone* con *paese a vostra scelta dove non siete mai stati ma di cui conoscete gli stereotipi*) e di quali inevitabili luoghi comuni ci si trovi a visitare (lo stadio del sumo, il mercato del pesce, l’incrocio di Shibuya, gli onsen, i templi, i ciliegi, il Fuji, lo Shinkansen) mi sono messo a pensare a quei miliardi di foto inutili che si fanno per rappresentare cose che già conoscevamo prima della partenza e che non fanno altro che confermare (a noi, agli amici, agli archeologi del futuro) che sì, a Pisa c’è una torre inclinata, a Los Angeles una scritta sulla colllina e sulle spiagge tropicali le palme.

Visto che oggi non è infrequente l’esperienza di cambiare paese e la possibilità di fare delle foto ecco la domanda:

  • cosa fotografereste in un paese di cui non sapete nulla?
  • cosa fotografereste di un paese in cui non c’è nulla da fotografare? (in nessun paese c’è veramente il nulla, ma la sensazione “che ci faccio io qui con una macchina fotografica” l’ho provata più di una volta)
  • cosa fotografereste in un paese di cui tutto ciò che sapete è banale o stereotipato?

Quante “cartoline” di questo tipo portiamo a casa dai nostri viaggi? Inseguendo quello che già sapevamo prima di partire, alla ricerca di un’immagine che a volte non esiste nemmeno (i sombreros in Messico: mai visto uno in testa a un messicano, svariati venduti ai turisti).

La foto in apertura è tratta da un lavoro di Michael Wolf sulla metropolitana di Tokyo che (sappiamo tutti senza esserci mai stati) viene farcita di passeggeri da appositi spingitori che stanno sulla banchina. Il lavoro che ne è uscito mi è piaciuto molto, guardando l’intera serie mi sembra una buona lettura di un fatto risaputo.