Gabriele Basilico

15 febbraio 2013 § 0 comments

Gabriele Basilico (1944 – 2013)

“Un fotografo vede sempre più velocemente di una persona normale, o comunque vede dove quell’altra non vede. il problema è che deve decidere che non gli interessa, cioè deve lasciar perdere, cioè deve rinunciare. In questo c’è un po’ di zen nel senso che tu vedi tutto, sai, però dico <<va beh, devo fare questo, quella roba lì non mi interessa>>.”

“Io penso che viviamo anche un momento di iper-rappresentatività del mondo attraverso la fotografia in un modo eccessivo […] tant’è che io penso che il lavoro dei fotografi, degli autori, quelli che vogliono fare un lavoro etico e artistico […] sono quelli che vogliono usare la fotografia per disinquinare la visione, per fare in modo che chi guarda il mondo chi è completamente accecato e succube di una iper-rappresentazione del mondo […] utilizzando lo stesso strumento quindi non un altro, non si può scappare ma si può cercare di vivere o di ricominciare a vivere cercando di vedere meglio, di guardare meglio. Quindi il discorso non è guardare di più, è guardare in un modo diverso guardando le stesse cose che si vedevano prima.”

(citazioni tratte da questo breve video di backstage  http://vimeo.com/59665573)

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